Claudia Recine *

 

Non Covid al CCT

Coronavirus, l'infermiera della foto simbolo è guarita: «Non vedo ... Vedere, dove serve, il bicchiere mezzo pieno aiuta, filosofia di vita, ingenua superficialità… di tutto un po’. Ha contato e ancora conta in quello che ho fatto e faccio da anestesista-rianimatore. Prima e per tanti anni in strutture pubbliche e ora dopo la pensione in una privata convenzionata.

“I problemi di salute possono arrivare ma l’importante è avere la possibilità di risolverli” questo dico ad un “lui” o una “lei” quando mi presento come loro anestesista. Un messaggio positivo, un sorriso per dare speranza prima dell’oblio temporaneo.

Sconosciuta e misteriosa ai più è la rianimazione-terapia intensiva dove possono accendersi speranze molto più frequentemente di quello che si possa immaginare. Quando tutto sembra perso arriva quel segnale, non solo dati di laboratorio o numeri sui monitor ma uno sguardo… una stretta di mano… è la svolta che aspettavi per riaccogliere una vita. Emozione forte… empatia pura!

Ho vissuto con inquietudine come tutti il crescere preoccupante ed inaspettato della pandemia con il rammarico di non essere in prima linea come fu ai tempi della Sars nel 2002 e l’H1N1 nel 2009. Il pensiero è andato ogni giorno lì dove immaginavo di rivedere teatri già vissuti e stavolta anche più drammatici. Ricevevo dai colleghi notizie sull’andamento della malattia, per molti aspetti ancora sconosciuta, e notizie sulla impossibilità di dare risposte alle tante esigenze sanitarie non Covid per l’impraticabilità del blocco operatorio destinato all’ampliamento dei posti letto di rianimazione.

Voglia di mettersi in gioco… ma come?

…e anche in questa situazione arriva a metà marzo la svolta. Un’intesa tra la direzione aziendale della Usl Sud Est e il Centro Chirurgico Toscano consente ai chirurghi dell’Ospedale San Donato di proseguire l’attività chirurgica al CCT, ad eccezione della ortopedia e ostetricia, specialità per le quali sono state individuate altre soluzioni. Il 23 marzo inizia la collaborazione. Iniziali difficoltà di rodaggio e poi tutto ha avuto i risultati sperati, con oltre 500 pazienti sottoposti ad intervento per patologie urgenti o non differibili.

Per il personale e l’organizzazione del CCT è stata l’occasione di misurarsi anche con specialità nuove come la chirurgia robotica e la chirurgia vascolare e soprattutto ha risolto le necessità sanitarie di calcit_ospedale san donato arezzo_cut nostri concittadini rimaste, fino ad allora, sospese. A me e ai colleghi del CCT è stata data l’opportunità di sostituirci, in tutti gli interventi effettuati in clinica, agli anestesisti dell’ospedale che si sono potuti dedicare all’emergenza della pandemia.

Anche stavolta… bicchiere mezzo pieno… alla Salute di tutti!

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Past President 2017-‘18

 

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