Con questo titolo nella pagina di cronaca del 24 giugno la Nazione presentava il service organizzato a favore delle popolazioni terremotate.

Hope è stata un evento in cui la socia Laura Carlini ha inteso guidare il Club in un modo originale di fare fund-raising; una iniziativa aperta alla città, che ha fatto conoscere l’azione del Club anche attraverso gli articoli apparsi su quotidiani come La Nazione e il Corriere Aretino, senza trascurare che ha riscosso il buon risultato economico.

Proponiamo di seguito l’ar-ticolo con cui La Nazione, il 24 giugno, introduceva la mostra:

 

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Arezzo, 22 giugno 2017 – Sabato 24 giugno, presso il Palazzo della Fraternita dei Laici in Piazza Grande ad Arezzo avrà luogo “Hope”, asta silenziosa, promossa dal Rotary Club Arezzo Est e finalizzata alla raccolta fondi per le popolazioni colpite dal sisma dell’Italia centrale. Per l’inizia-tiva sono stati coinvolti diciannove artisti, ciascuno dei quali ha donato una propria opera. I lavori che andranno in asta sono di: Tiziano Bellomi, Alessandro Bernardini, Flavia Bucci, Roberta Busato, Luca Cacioli, Lorenzo Carnevali, Jennifer Crisanti, Roberta Diazzi, Enrico Fico, Roberto Ghezzi, Chiara Gini, Nicola Gnesi, Massimiliano Luchetti, Giulia Madiai, Simone Martini, Ogi, Simone Padelli, Luca Palatresi, Alessandro Schinco.

Il Rotary Club Arezzo Est – afferma il Presidente Ing. Remo Chiarini – è da sempre attento alle problematiche umanitarie e contraddistinto da una forte attenzione alle tematiche sociali e culturali. Abbiamo pertanto deciso di organizzare Hope, evento per il quale ringrazio sentitamente tutti gli artisti per la disponibilità e per l’impegno profuso nel progetto, con il quale ci prefiggiamo di dare un nostro contributo concreto alla ricostruzione dei centri abitati colpiti dall’ultimo terremoto in Italia Centrale”.

Il termine speranza, in latino “spes”, deriva infatti dalla parola greca “elpìs” che significa “desiderio”. Secondo gli antichi greci essa era tra i mali del mondo, e per questo figurava all’interno del noto vaso di Pandora. Curioso, ma comprensibile. Tuttavia, lo stesso mito prosegue poi con un messaggio positivo: quando Pandora riaprì il vaso, lasciando uscire la speranza che era rimasta sul fondo, il mondo, da luogo di dolore e morte, riprese a vivere. Sperare è una tensione verso il bene, dunque una necessità fisiologica sostanziale. È moto dolce e ragionato verso la luce. È uno stato d’animo che ti prende per mano, accompagnandoti attraverso il presente e verso il futuro. La speranza è vita.

Le opere saranno in mostra a partire da giovedì 22 giugno – dalle 10 alle 18 – presso la sede della Fraternita dei Laici, con la curatela di Tiziana Tommei. L’asta silenziosa avrà luogo sabato 24 giugno dalle ore 18.00 alle 19.00. L’evento è in collaborazione con Elle Adv.

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