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Venerdì 17 febbraio, presso l’Audito-rium del Centro Fiere e Congressi di Arezzo, promosso dal nostro socio Francesco Saverio Farina e organizzato dal R.C. Arezzo Est in collaborazione con l’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di A-rezzo, si e tenuto il convegno dal titolo “Banche e imprese oggi: tra Italia ed Europa”.

Sono intervenuti il Prof. Massimo Colaiacomo, il Dott. Fabio Battaglia e il Prof. Lorenzo Bini Smaghi.

Al termine del convegno, cui hanno aderito i Rotary Club Casentino, Valdarno, Cortona-Valdichiana, Sansepolcro-Piero della Francesca e Montaperti-Castelnuovo Berardenga, oltre al Soroptimist Club di Arezzo, ha avuto luogo una Conviviale presso l’Hotel Minerva di Arezzo.

Un evento di primo piano, che ha dato lustro al Club e all’azione del Rotary, che ha saputo affrontare un tema “sensibile” per il nostro territorio attraverso il parere autorevole di relatori di primo piano a livello internazionale.

Di seguito proponiamo la lettera di apprezzamento che la Presidentessa del Tribunale di Arezzo, Dr.ssa Clelia Galantino, ha indirizzato al socio Francesco Saverio Farina, promotore dell’evento.

Caro Francesco,

sia pur con imperdonabile ritardo, intendo congratularmi con gli organizzatori del Convegno “Banche ed imprese oggi: tra Italia ed Europa” per il rilievo che hanno sempre iniziative volte ad approfondire temi attuali ed a far crescere l’attenzione e la comprensione di questioni di interesse per la collettività.

Occasioni quali quella rappresentata dal Convegno, accuratamente organizzato con la partecipazione di relatori di sicura autorevolezza, sono proprie del Rotary e sono decisamente meritevoli, specialmente nel periodo storico che viviamo, attesa l’importanza che va riconosciuta alla tutela del risparmio ed al rilievo che assume l’attività delle banche.

Al “risparmio” va riconosciuta la più ampia attenzione, sul piano economico, su quello giuridico e su quello sociale, ed in questa prospettiva gli Istituti di credito devono rappresentare e svolgere funzione di garanzia.

Viviamo e stiamo attraversando un momento di grande incertezza, che ha portato un grande sociologo a parlare di “società liquida”, intendendo fare riferimento alle paure ed alle insicurezze dell’attuale condizione sociale. Non è un caso che l’etichetta di “società liquida” ha trovato subito ampi riscontri: ha trovato riscontri sul fronte della sicurezza sociale, ha trovato riscontri nel settore del lavoro rispetto alle concrete possibilità di inserimento dei giovani, sia come ricerca occupazionale che come mantenimento del “posto di lavoro”, ha trovato, infine, riscontro nella generale caduta delle forme di umanità e di socializzazione e, soprattutto, sul terreno economico.

Intendo, cioè, sostenere che il concetto di liquidità, pur nella consapevolezza che per ragioni di sintesi non posso analizzare il fenomeno nella sua complessità, attinge direttamente il risparmio e le relative forme di controllo.

È sin troppo evidente che i rischi connessi alla gestione illecita o anche solo economicamente inadeguata del risparmio sono estremamente diffusi, perché colpiscono indistintamente e complessivamente l’intero comparto sociale: l’idea di risparmio che voglio qui patrocinare non è solo quella della tutela del deposito bancario, ma è anche quella della gestione del risparmio. Una gestione che deve essere la più trasparente e la più informata, alla luce della normativa interna ed europea.

Deve convenirsi, infatti, che il risparmio possiede una funzione di sicurezza per ogni singolo cittadino, che vede in esso un momento di protezione rispetto ai bisogni complessivi dell’esistenza propria e di quella familiare. Anche attraverso la semplice lettura della cronaca e di quanto i media hanno comunicato in questi ultimi giorni, si può agevolmente cogliere come la crisi di un qualsiasi istituto bancario produce delle conseguenze che si riflettono su ampissime fasce di popolazione. E qui sarebbe necessario aprire un fronte sull’analisi delle ragioni che portano alla crisi degli istituti bancari: una crisi determinata, quasi sempre, da una gestione illecita della concessione dei fidi. Perché è questo il vero problema: il denaro dei risparmiatori, il denaro che i risparmiatori affidano alle banche viene utilizzato in attività economiche che non rispettano i parametri previsti dalla normativa bancaria. Ne consegue la impossibilità di recupero del credito concesso e dunque l’impossibilità per le aziende di credito di garantire la consistenza del patrimonio finanziario, che altro non è se non quanto faticosamente prodotto ed affidato dai singoli cittadini.

Concludo con l’auspicio che le Autorità di vigilanza da un lato e la Magistratura dall’altro prestino la massima attenzione alla tutela del risparmio, non solo perché rientra nei compiti istituzionali, ma perché tale impegno deve costituire un momento di certezza, in un periodo di molteplici insicurezze.

Ed è per questo che mi congratulo per la prestigiosa e coraggiosa iniziativa del tuo Club e dell’Ordine dei Commercialisti di Arezzo, cui è indirizzato il mio sentito ringraziamento.

Arezzo, 27 giugno 2017

Clelia Galantino

Presidente del Tribunale di Arezzo

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